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Lunigiana Express part one – Giugno 2014

Atto primo: “qui mi sa che ci bagniamo!”

Occasione: una settimana di ferie.
Opportunità: i nonni in Toscana che ci aspettano a braccia aperte.
Svolgimento: si va in moto in Lunigiana, partenza di Lunedì mattina e ritorno il Sabato pomeriggio.

Due Street Triple in viaggio (ma guarda un po’ alle volte il caso!), perchè a farci compagnia ci sono Simone ed Alessandra, amici motociclisti di lunga data.
Il tempo non è decisamente dei migliori, ma armati di tute anti-pioggia si decide di partire comunque e di sfidare la sorte. L’itinerario deciso è il seguente: autostrada A1 e A15 da Milano fino a Fornovo (PR) e poi sulla SS 62, il Passo della Cisa, per raggiungere Aulla (MS) ed infine Monzone (MS), la nostra base.

Itinerario

Le moto sono cariche (direi quasi “a schifo”): borse laterali e sul serbatoio, zavorrine con gli zaini e pieno di benzina; facciamo quindi più attenzione agli spazi di arresto molto più lunghi rispetto al solito e al fading dei freni.

 

L’autostrada è monotona, ma stranamente passa abbastanza in fretta; chiaccherando tra di noi attraverso l’interfono arriviamo alla stazione di servizio di Medesano per pausa pranzo e rabbocco carburante, giusto in tempo per evitare un acquazzone.

Entro qui un attimo la Zavorrina per dire che giustamente si fa pausa non solo per cibarsi e fugare l’acqua, ma soprattutto per stiracchiarsi e riposare il fondoschiena! Diciamocelo, siamo messe lì su una sella di solito minuscola (a meno che non si viaggi su una grossa tourer o una luxury) e neanche troppo imbottita. Per buona creanza Fede mi ha messo la copertura antiscivolo, che consiglio vivamente, ma che non risolve di certo tutti i problemi!
Comunque entriamo al calduccio e attacca a piovere pesantemente, ci si siede e la domanda mi sorge spontanea: “More, le chiavi?” La segretaria ricorda tutto al capo smemorato che come al solito lascia le chiavi sulla moto (uomini)! Risultato? Io, Ale e Simo con i pop-corn a goderci la corsa del Centauro a/r sotto la tempesta perfetta che scema proprio al suo ritorno all’interno dell’Autogrill! Quando si dice il karma….

Ok, bagno a parte (-.-) si riprende il viaggio lasciando la noiosa autostrada per passare alla statale che si snoda tra i comuni di Fornovo, Borgotaro e Berceto, arrampicandosi fino al Valico della Cisa. Nonostante il brutto tempo, la vista della sottostante Val di Taro è a dir poco spettacolare e nei punti più elevati è possibile avere una visuale a 360 gradi su tutto il territorio circostante.

Street Triple sul Passo della Cisa

Già dopo i primi chilometri su questa strada, fortunatamente molto poco battuta dalle auto in quanto i nostri “amici” automobilisti preferiscono di gran lunga percorrere la A15, capiamo perché sia considerata croce e delizia dall’intero popolo motociclista: un susseguirsi mozzafiato di curve e tornanti di circa 40km da affrontare ad una andatura allegra-ma-non-troppo, facendo particolare attenzione al manto stradale non proprio perfetto. Si incontrano purtroppo numerose fessurazioni ed altrettante buche, fonte di potenziale pericolo per il motociclista incauto, soprattutto quando la quota comincia a salire e l’asfalto è più esposto alle intemperie. Bisogna guardare lontano, valutare bene le traiettorie e cercare di non far prendere troppe botte alla zavorrina.

Giunti al Valico, situato ad un’altitudine di circa 1050 metri s.l.m. troviamo un piccolo caseggiato, la chiesetta in pietra dedicata a “Nostra Signora della Guardia”, un bar e la piazzetta intitolata al grande Marco Simoncelli. Il passo è sempre brulicante di motociclisti in un via vai continuo ed un po’ più rumoroso di quello creato secoli fa dagli antichi viandanti e pellegrini, che percorrevano la famosa via Francigena che collegava Canterbury a Roma e di cui si possono ancora ammirare alcune rovine lungo la strada.

Le Street sul Passo della Cisa

La discesa verso Pontremoli ed Aulla è molto tortuosa e ripida, ma estremamente divertente; in fondo alla valle fiancheggiamo il fiume Magra che ci porta direttamente nel cuore della Lunigiana. Giunti ad Aulla abbandoniamo l’SS 62 per svoltare sulla Statale del Passo del Cerreto (SS 63) seguendo le indicazioni per il comune di Fivizzano. La strada nel fondovalle è meno tortuosa e, complice il fatto che spesso tra le fronde degli alberi è possibile apprezzare scorci suggestivi delle montagne circostanti, l’andatura si fa più rilassata e si può apprezzare appieno la bellezza di queste zone immerse nella natura pressoché incontaminata.

Queste strade le conosco a menadito, ci sono cresciuto ed in poco tempo arriviamo a Monzone, paese diviso in due parti: Ponte di Monzone e Monzone Alto; i nonni abitano nella parte alta e più caratteristica.

Ogni volta che ritorno a Monzone rimango sempre incantata da questo luogo quasi surreale: il paese è un piccolo borgo costruito sulla nuda roccia, non è carrabile e le case si snodano sullo spuntone della montagna appoggiandosi le une alle altre. Il paese è sovrastrato dalla vecchia chiesa e dal campanile, situati dove un tempo sorgeva il castello e di cui non rimangono che le vecchie fondamenta. Qui tutte le case sono in pietra e quasi ad ogni passo piccoli scorci rimandano ad immagini del tempo che fu: nella piazzettina principale infatti, rimane ancora in uso la fontana pubblica dell’acqua potabile che attinge direttamente dalla fonte sulle montagne circostanti. I nonni di Fede, Alvise detto Elvis e Isolina detta Isola, ci accolgono come sempre a braccia aperte e con la tavola imbandita, nonostante siano solo le quattro di pomeriggio! Sia mai che nonna Isola ti lasci senza cibo…e che cibo: frittazza della serie solo-nonna-la-sa-fare-così, torta salata, salumi e formaggi locali, il tutto innaffiato da ottimo Vermentino di Luni! La vacanza “sgasa e mangia” ha davvero inizio!

Monzone

…To be continued…

Daybreak Italy

Author: Daybreak Italy

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