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Lunigiana Express part three – Giugno 2014

Atto terzo: sgasando tra il lardo e le Cinque Terre della Liguria.

Sembra strano, ma in realtà questa è una vacanza, quindi perché non sonnecchiare in spiaggia per un po’? Marina di Massa è vicina ed è anche un luogo a me caro: son venuto grande qui estate dopo estate!
Caldo fa caldo, ci rosoliamo un po’ al sole, un paio di passeggiate ed un bel bagnetto, ma all’improvviso un tuono e uno scroscio di pioggia! Dura giusto il tempo di farci raccogliere le nostre cose dalla sabbia e trovare riparo sotto una tettoia, però ormai la giornata al mare è rovinata. Si decide di tornare alla base anche se sono appena le 14.30, ma sulla via del ritorno in zona Carrara intravedo un cartello turistico con la scritta “Colonnata”…. LARDO!

In modo assolutamente unilaterale decido di seguire la direzione indicata dal cartello con Giulia che mi urla nell’interfono e Simo che si affianca con un grosso punto di domanda scritto in fronte visibile nonostante il casco! E’ che di cognome faccio Colonnata e quindi come non andare a visitare il paese con cotale nome regale e mangiare anche un bel tagliere di salumi?! Ogni tanto è bello improvvisare!

Giungiamo nella piazza principale di Colonnata interamente lastricata di marmo e ci addentriamo nel paese alla ricerca di un posto dove assaggiare il famosissimo lardo,per poi riprendere le moto e percorrere le stradine spartane ed accidentate che si snodano tra le cave.

Cave di ColonnataMerenda Colonnata StyleIl porco di Colonnata

Quant’è caruccia Colonnata! Piccolina, bianca e con una larderia ad ogni angolo ed in ogni anfratto! La foto del tagliere parla da sola, ma interessante è stata la scampagnata in mezzo alle cave!
Per nulla convinti di rifare la stessa strada salta fuori il Fede con la “strada-alternativa-che-passa-da-dietro-dai-che-arriviamo-prima”…queste sue trovate credo siano state le migliori del secolo! Appena partiti ci siam fatti qualche galleria scavata a vivo nella roccia, con la luce del faro delle moto che veniva inghiottita nell’oscurità più assoluta, inquietante certo, ma appena si esce una vista fantastica sulla valle e sul mare, uno spettacolo unico! La strada non è stupenda (ci passano i camion con i massi di marmo), ma è decisamente fuori dall’ordinario! Al Centauro non è piaciuta molto la vista dal cavalcavia (soffre “leggermente” di vertigini), quindi per godermela ho dovuto fare in fretta: ha sgasato e mi ha portata via urlando “bella..bella idea del c***o”! eheh
Abbiamo tra l’altro seguito le indicazioni del navigatore dal cellulare…che ci ha fatto sbagliare ben 2 volte, la seconda portandoci su una strada non finita e franata qua e là: le gioie dell’avventura! Ma usciti dalle cave non si può sbagliare! Si percorrono le strade che salgono e scendono sui versanti delle montagne e così le si girano tutte in mezzo al verde, perché la Lunigiana è verdissima! Ci si mette un po’ ma ne vale assolutamente la pena!

Dopo questo excursus torniamo a casa ben sazi e divertiti, ma ormai la nostra avventura sta volgendo al termine e bisogna chiudere in bellezza con il vicino levante ligure e più precisamente andando a fare una visitina a Porto Venere e Manarola nelle bellissime Cinque Terre, dal 1997 dichiarate dall’ UNESCO patrimonio dell’umanità.

mappa portovenere

Il viaggio non è particolarmente lungo ma le curve non mancano: percorriamo la statale fino ad Aulla dopodiché, facendo attenzione al traffico sempre piuttosto intenso, seguiamo per La Spezia e poi per Riomaggiore/Porto Venere (SP). Qui la strada comincia a salire e lungo il percorso troviamo alcuni spiazzi dove poter godere della vista panoramica della città con il suo porto e la caserma della Marina Militare.
Arriviamo infine a Porto Venere dove la vista della città è sovrastata dalle torri del Castello Doria e dall’Isola della Palmaria, si scatta qualche fotografia e poi si raggiunge il centro.

Moto vista Portovenere

Passeggiando per il lungomare colpiscono le tipiche case variopinte ed i lussuosissimi yacht ormeggiati nel porticciolo adiacente alla spiaggia. Proseguiamo fino allo sperone roccioso su cui sorge la chiesa di San Pietro dal cui piazzale si accede alla Cala dell’Arpia: qui si raggiunge la famosissima Grotta di Byron, il famoso poeta inglese che da questi luoghi traeva l’ispirazione per le sue opere. Anche il nostro Eugenio Montale scrisse dei versi ispirati dal fascino di questo luogo…

PORTOVENERE

« Là fuoresce il tritone
dai flutti che lambiscono
le soglie d’un cristiano
tempio, ed ogni ora prossima
è antica. Ogni dubbiezza
si conduce per mano
come una fanciulletta amica.
Là non è chi si guardi
o stia di sé in ascolto.
Quivi sei alle origini
e decidere è stolto:
ripartirai più tardi per assumere un volto.»

Targa di Byron Portovenere  Cala Arpaia Portovenere

Dopo aver apprezzato tutte le bellezze locali e pucciato i piedi del mare cristallino ritorniamo in sella per raggiungere  Manarola (Cinque Terre), dove ci attende mio cugino Andrea e la sua non-più-giovane-ma-perfettamente-efficiente Honda Hornet 900 blu a carburatori!
Noi amanti delle due ruote siamo sempre profondamente attratti dal fascino ancestrale del carburatore: questo oggetto praticamente sconosciuto sulle motociclette moderne, soppiantato dall’avvento delle centraline elettroniche che migliorano le prestazioni ed i consumi, però sa evocare le eroiche gesta dei nostri compagni d’arme dei bei tempi andati, quando per mettere mano sui nostri mezzi non occorreva essere ingegneri aerospaziali e ci si sporcava volentieri le mani col grasso del motore!

Risaliamo la statale in direzione Riomaggiore dove possiamo dare una bella allungata alle gambe delle nostre Street Triple sui veloci curvoni della strada che sovrasta la scogliera, Giulia sembra divertirsi e allora le pieghe si fanno sempre più profonde a cercare anche l’ultimo millimetro di battistrada disponibile.

Nota tecnica: la Street monta le MICHELIN Pilot Power 2CT, gomme sportive non troppo estreme che offrono un buon compromesso tra prestazioni e durata, perché hanno una mescola più dura al centro e più morbida ai lati garantendo una buona resistenza nelle accelerazioni e nelle frenate più brusche (anche a pieno carico) e con un buon grip anche quando si decide di alzare il ritmo ed aumentare gli angoli di piega.

La strada corre veloce fino a Riomaggiore, proseguiamo e al bivio per Manarola scendiamo verso la scogliera. La strada termina poco prima del piccolo paesello a picco sul mare, lasciamo le moto nel parcheggio e ci addentriamo negli stretti vicoli tra le case variopinte fino alla piazzetta e alla scogliera.

Manarola

Purtroppo in questi posti di mare il tempo cambia in maniera repentina e ci lascia giusto il tempo di mangiare una focaccia veloce per poi costringerci ad abbandonare questo romantico luogo senza neanche fare una passeggiata sulla “via dell’amore”, il sentiero lastricato che collega Manarola a Riomaggiore.
Nonostante tutto montiamo in sella e facciamo rotta verso la base. La vacanza è ormai terminata e domani ci aspetta il lungo viaggio di ritorno ripercorrendo a ritroso le strade dell’andata. Dopo 1200 km percorsi su e giu per la Lunigiana abbiamo la consapevolezza che questo viaggio ci rimarrà nel cuore sia per i luoghi che siamo andati a riscoprire che per la compagnia che ha reso il tutto ancora più piacevole!

Foto di gruppo

Ringraziamo:
Simo e Ale per la compagnia ed il supporto logistico, Nonno Alvise e Nonna Isolina che ci hanno fornito vitto (abbondante) e alloggio, il cugino Andrea per essersi unito a noi per qualche km, la pioggia che è stata sempre in agguato per tutto il tempo ma senza rovinarci la vacanza e soprattutto la Lunigiana che ci ha accolto coi suoi luoghi magici e la cucina tipica da leccarsi i baffi!

The end!

…prima parte…

…seconda parte…

Daybreak Italy

Author: Daybreak Italy

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