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Lunigiana Express part two – Giugno 2014

Atto secondo – la strada è bella ma la focaccia è meglio!

Ci svegliamo di buon mattino, ma neanche tanto, ancora un po’ provati dalla cena della sera precedente ci prepariamo; colazione veloce (per quanto possa essere “veloce” la colazione preparata dalla nonna) e scendiamo a recuperare la moto.
Simone ed Alessandra ci stanno già aspettando nella piazzetta seduti sulle panchine di pietra, facciamo il punto della situazione e decidiamo l’itinerario: oggi l’obbiettivo non è macinare chilometri ma portare i nostri amici a scoprire alcuni dei luoghi più suggestivi di questa terra quasi sconosciuta.
Tuttavia, come tutti noi sappiamo, la moto mette appetito ed è meglio non farsi cogliere impreparati, quindi decidiamo di fare una sorta di “tappa Zero” per raggiungere Vinca, un piccolo e pittoresco abitato, sperduto tra le alpi apuane a 900 metri s.l.m. per fare un abbondante rifornimento della tipica (e squisita) focaccia.

Equi Terme, Monzone e Vinca

E’ possibile raggiungere Vinca solamente percorrendo una stretta e tortuosa strada lunga circa 8 km.
E’ divertente guidare qui: praticamente non esistono parti di rettilineo e in alcuni punti la vegetazione è talmente fitta che sembra di guidare in un tunnel tutto verde fatto di foglie e rami, ma bisogna sempre fare attenzione perché a volte la carreggiata è davvero stretta!

La strada termina direttamente nella piazza dove troviamo il piccolo, ma davvero piccolo, alimentari che vende proprio di tutto e saccheggiamo la focaccia che ha per poi rimetterci in sella.

Prima tappa – Le Grotte di Equi Terme
Inforchiamo le moto per raggiungere il vicino borgo di Equi Terme per poter visitare il Solco di Equi, una sorta di canyon in cui si possono osservare i fenomeni geologici della Valle glaciale del Pizzo d’Uccello (la cima più elevata delle alpi apuane con 1781 metri s.l.m.).

Attraversando a piedi il ponticello di legno che collega le sponde del piccolo torrente, ci si trova all’ingresso del Parco Culturale delle Grotte di Equi Terme, istituito per far conoscere il complesso carsico sotterraneo di Equi, con cavità, cunicoli, sale, stalattiti, stalagmiti e laghi sotterranei.
Oggi purtroppo non riusciamo a vedere l’interno delle grotte perché la stagione non è ancora iniziata, ma nei mesi estivi centrali si può visitare l’intero complesso delle grotte.

..si dai, magari può sembrare noioso, ma ogni tanto un po’ di cultura va bene se diluita tra curve e mangiate!!

Le grotte di Equi TermeIl fiume a Equi TermeIl ponte di Equi Terme

 

Seconda Tappa – il Passo del Cerreto (Cerreto Laghi)
Finito di vedere le grotte e di fare foto idiote, decidiamo di raggiungere la SS 63 e percorrerla fino a raggiungere il Passo del Cerreto che separa la Toscana dall’Emilia Romagna. Superato il comune di  Fivizzano il tracciato si fa molto più tortuoso e la guida diventa entusiasmante per tutti i 20 km che ci restano da percorrere.

La strada è larga e ben asfaltata e ci invoglia ad aumentare l’andatura, ma non esagerando perché è quasi tutta in ombra e con frequenti e repentini cambi di pendenza.
Arrivati in cima parcheggiamo le moto sulla riva di un piccolo specchio d’acqua e ci sediamo sulle panchine che lo circondano perché è giunto il momento della ricompensa per le fatiche di questa mattinata: LA FOCACCIA!!!

Lago del Cerreto

Per il pranzo decidiamo di scendere verso Fivizzano e poco prima facciamo una piccola sosta lungo la strada dove sorge il borgo di Verrucola per vedere la fortezza del XII secolo e fare una passeggiata dentro le mura che la circondano. Questo piccolo paese è stato completamente recuperato e riportato all’ antico splendore grazie al contributo dei coniugi scultori Pietro Cascella e Cordelia Von Den Steinen, ed ora  si respira tra i vicoli un clima medioevale; tutto è avvolto nel silenzio ed il tempo sembra essersi fermato contribuendo a creare l’atmosfera…ne vale davvero la pena!

Il forte di Verrucola

A questo punto l’ appetito ha ormai preso il sopravvento e ci fermiamo per un tagliere di salumi tipici nel centro di Fivizzano in uno dei locali che si affacciano sulla piazza medicea e per riposarci un po’.

Terza tappa – Il castello Malaspina di Fosdinovo.
La terra di Lunigiana è da secoli scenario per moltissime leggende più o meno credibili  e che sono state tramandate fino ai giorni nostri, quindi perché non andare a vedere la location di una di esse da vicino?! Allora facciamo rotta verso il Castello di Fosinovo.

Per raggiungere il castello percorriamo la SS 63 in direzione Aulla fino al passaggio a livello di Rometta dove, svoltando a sinistra, troviamo le indicazioni per Carrara. Seguiamo la strada che purtroppo è tutta rovinata, con buche e crepe nell’asfalto (goduria assoluta per le nostre schiene!)…per non parlare del brecciolino che sembra esser messo lì apposta per far prendere una facciata per terra al primo malcapitato.
Nonostante questi inconvenienti a cui siamo fin troppo abituati, raggiungiamo ben presto il castello e parcheggiamo le moto sotto le mura esterne su cui campeggia l’emblema dello spino fiorito.

Cavalli a riposo alle porte di Fosdinovo

Passeggiamo per il borgo che è rimasto pressoché identico a come era in epoca medioevale e raggiungiamo la terrazza panoramica posta all’altro capo della via principale dove la vista si estende su tutta la valle che si apre sotto di noi e ci permette di vedere addirittura fino alla riviera ligure.

La leggenda di questo luogo vuole che gli antichi proprietari del castello Malaspina non abbiano mai lasciato le sue mura e pare che sia tuttora infestato dai loro fantasmi, tanto da essere oggetto di studi dei più svariati “esperti” occultisti. Tutto ciò rende l’atmosfera all’interno della rocca piuttosto inquietante e surreale.
Parte del castello è adibito a museo e vengono organizzate anche delle visite guidate in alcune stanze private.

Castello di Fosdinovo

Alla fine di questa giornata immersa nella cultura decidiamo che può bastare, in più la nonna ci aspetta per la consueta cena faraonica (nel senso che ha preparato la faraona al forno)!

…prima parte…

…to be continued…

Daybreak Italy

Author: Daybreak Italy

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