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Tutta questione di fiducia.

Il sole fa capolino in mezzo alle nuvole e riscalda finalmente l’aria! Già…come ogni anno la Primavera dà inizio alla stagione dei giretti in moto ed è bello ritornare in sella per godersi il paesaggio. In due però, è meglio!

Era da Ottobre che non giravo insieme al Fede, ma tra sabato e domenica abbiamo ritrovato subito il nostro ritmo e le dinamiche tra guidatore e passeggero. Mi sono accorta però che tutto questo non nasce da solo, ci vuole tempo, e soprattutto ci vuole una cosa importantissima: la fiducia!

Ti fidi di me? - AladdinSo perfettamente che guidare una moto non è semplice: devi tenere un peso notevole, destreggiarti tra la frizione e il cambio con i piedi, ricordandoti di non inchiodare col freno posteriore (che per le persone non pratiche si trova anch’esso in zona pedane); ovviamente come ogni guidatore devi fare attenzione al traffico, ma non ti trovi in un caldo abitacolo, riparato da intemperie o peggio, sei alla mercè degli eventi e non sempre sei visto dagli automobilisti! Per finire ti ritrovi sopra un proiettile: basta un lieve movimento del polso per ritrovarti lanciato a 100 km/h in pochissimi secondi.

La moto è pericolosa, punto.

Ogni volta che devo salirci devo compiere un atto di fiducia enorme nei confronti del Fede, è fondamentale, altrimenti non si va da nessuna parte!Certo anche quando si va in macchina bisogna mettere nelle mani di chi guida la propria vita, ma siamo sempre stati abituati ad essere dei passeggeri in auto, ma in moto  un po’ diverso….

In moto non puoi e non devi essere un passeggero passivo: pena un incontro ravvicinato col manto stradale.

E’ come ballare: lui conduce, tu segui. E’ tutta una questione di feeling e di fiducia reciproca che cresce e si raffina col tempo. Devi metterti nelle sue mani in ciò che fa: per come prende le curve o supera un veicolo, fiducia sul suo modo di interpretare le condizioni della strada e sul suo occhio lungo per i pericoli che potrebbero presentarsi.

Non è facile lo so, ve lo dice una che ha rischiato di incontrare il creatore per ben due volte in quattro anni, ma se ti puoi fidare o meno lo capisci al primo giro: ci sono quelli che se ne fregano, che vanno e non si curano delle paure e delle angosce di chi portano. Ma bisogna pretendere che se  io come passeggera capisco le necessità del pilota, questo faccia un minimo sforzo per comprendere le mie, altrimenti evita di mettere anche la sella dietro!
Insomma, compromesso e tacito accordo: se vuoi sgasare come un teppista prego, ma senza me dietro, altrimenti è giusto che il giro in moto lo si goda entrambi in armonia e nel rispetto reciproco.

ti fidi di me?Certo poi ogni pilota è diverso: c’è quello che non riesce a guidare se stringi troppo con le ginocchia, mentre ad altri non frega neanche se gli arriva qualche testata in frenata; c’è chi preferisce sentire il peso del passeggero (sai mai che voli via né?) e chi ti chiede di tenerti in modi fantasiosi per ridurre al minimo il contatto, «altrimenti mi distraggo!».
Stili di guida da dover rispettare ovvio, ma tra un “a sta cosa mi adatto” e un “potresti per favore” bisogna avere la fortuna di trovare il proprio pilota di cui fidarsi!

Io il mio l’ho già trovato, mi fido di lui e del suo modo di guidare e lui mi sembra più che entusiasta del mio di seguire!

…poi sono pur sempre una donna ed il genio mi ha fornito un interfono! ^^

Daybreak Italy

Author: Daybreak Italy

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